Arrivano i Paesi ChIICS, più 20% di turisti inglesi in Italia: le novità per il turismo dal WTM di Londra

by Lidia Marongiu

In una fredda ma sempre accogliente Londra si è svolto dal 7 al 9 novembre il World Travel Market,  fiera del turismo tra le più importanti del mondo.

Un evento in cui si respirava ottimismo, dove gli stand di quasi tutti i paesi del mondo sono tornati ad essere spettacolari, pensati per ispirare e narrare il fascino delle destinazioni ma soprattutto motivare  e invitare all’esperienza del viaggio.

Una fiera dove, tra le tante novità, l’Italia ha debuttato con uno stand finalmente all’altezza della grande offerta turistica che rappresenta. Ma veniamo un po’ ad alcuni dati che emergono dal WTM Industry Report 2016, rapporto che analizza soprattutto i trend e gli orientamenti dei turisti inglesi.

WTM 2016 London | ENTER2017 eTourism Conference

Inglesi sognano Islanda, Cuba, Cina e India

Le destinazioni più forti per il 2017 secondo il WTM Industry Report 2016 e secondo i viaggiatori inglesi saranno  Cina, India, Islanda e Cuba detti anche Paesi ChIICs: destinazioni in rapido aumento, grazie ai nuovi servizi di trasporto aereo, pubblicità e ai cambiamenti geopolitici.

Più della metà (55%) delle imprese di viaggio si aspettano di fare più affari in Cina il prossimo anno, e il 49% si aspetta di fare più business in India. Ma anche per i turisti  inglesi si confermano le mete più desiderate tra i più popolari in cui Regno Unito: quasi due quinti (39%) ha dichiarato l’Islanda, seguita da Cuba (24%), Cina (21%) e India (20%).

Più turisti inglesi in Italia

L’Ufficio nazionale inglese di statistica e l’Eurostat hanno confermato una crescita dell’incoming britannico verso l’Italia stimato in un aumento del 20%. Una bella notizia, segno della percezione dell’Italia come una destinazione sicura anche in un periodo in cui  stanno cambiando molti fattori  nella mappa del turismo mondiale.

Sostenibilità ambientale

Da ormai dieci anni il WTM presta grande attenzione al tema della sostenibilità ambientale e quest’anno ha dedicato al tema un’intera giornata. Nel report emerge che i turisti del Regno Unito ritengono che spetta soprattutto all’industria dei viaggi, e non solo al governo, il compito di occuparsi di promuovere il turismo responsabile.

Il 59% dei turisti del Regno Unito intervistati ha detto che è dovere del settore turistico rendere il turismo sostenibile, rispetto al 25% che crede che sia una responsabilità del governo.

Sharing economy: gli inglesi non amano (troppo) Airbnb

Mentre il mondo assiste alla crescita incontrastata della sharing economy e tutti discutono sulla “legalità” e convenienza per il turismo del modello Airbnb i turisti britannici si rivelano poco coinvolti dal fenomeno. Intervistati sul loro utilizzo di Airbnb, solo il 12% dei turisti britannici ha dichiarato di averlo utilizzato almeno una volta.

 

Per altre informazioni e dati, il report completo è disponibile per il download a questo link