BTO 2016: la rassegna italiana sull’online tourism

By Rodolfo Baggio

BTO – Buy Tourism Online è senza dubbio la più grande e interessante rassegna italiana su quanto accade, è accaduto e accadrà nel mondo del turismo online. Nata nove anni fa dalla felice intuizione di un albergatore illuminato, Giancarlo Carniani, supportato da un buon numero di entusiasti animatori e col supporto di Toscana Promozione, della Regione Toscana e di Fondazione Sistema Toscana e PromoFirenze, la manifestazione ha raggiunto quest’anno dimensioni decisamente notevoli: nove sale hanno ospitato quasi 150 eventi (tavole rotonde, presentazioni, lezioni, workshop ecc.) che hanno coinvolto duecento speaker seguiti da 400 tra giornalisti e blogger accreditati, poi una sessantina di espositori con presenze internazionali di rilievo e molte realtà territoriali italiane, e oltre 10.000 presenze di pubblico nei due giorni della manifestazione.

BTO 2016

La tradizionale foto di chiusura del BTO 2016

Difficile dare una panoramica per un evento come questo, nel quale si alternano analisi di mercato, presentazioni commerciali, seminari formativi e riflessioni filosofiche sui rapporti tra tecnologie informatiche e della comunicazione e turismo, ma non solo.

WHY

Perché“, il tema di quest’anno, cioè il tentativo di dare risposte alle domande che l’uso sempre più esteso delle tecnologie pone, e soprattutto per quanto riguarda i dialoghi possibili, le relazioni che si stabiliscono e come tutto ciò può aiutare una crescita sostenibile, ma prima di tutto culturale.

Molti dei temi sono decisamente all’avanguardia e cercano di mostrare i possibili scenari di sviluppo. Come per gli anni passati questo approccio consente di indirizzare le strategie digitali di quanti sono impegnati nel settore, senza però dimenticare che le competenze e le risorse di un ambiente composto in grandissima parte da aziende e organizzazioni molto piccole, non sono, purtroppo, ancora molto sviluppate.

Di cosa si è parlato a BTO 2016

Si è parlato di big data e di come è possibile capire movimenti, viaggi, spese, preferenze e opinioni, e di come le applicazioni di intelligenza artificiale possono aiutare turisti e organizzazioni, ma anche di come ripensare una smart city e di quanto i “discorsi” fatti online siano importanti e di quanto pesino stili e toni della comunicazione. E di come il senso di comunità sia importante per quel fenomeno sempre in crescita che molti ancora chiamano “sharing economy”, anche se di “sharing” poi non ha molto. Ma si è anche provato a capire dove stanno andando i big (i vari Booking.com, Tripadvisor, Google e così via) e di cosa sta per arrivare sugli schermi dei viaggiatori.

Il fenomeno emergente dei bot, quei programmelli che automaticamente rispondono alle domande dell’utente, è stato al centro di molte discussioni, e alcuni sono stati provati sul campo. Ma si è parlato molto anche di argomenti che ormai consideriamo più tradizionali come tutto ciò che riguarda l’uso in mobilità di strumenti di vario tipo, l’ottimizzazione dei siti web, le migliori strategie per un uso efficace dei social media o l’armonizzazione dei canali di distribuzione elettronici.

Infine, quest’anno anche grande spazio alle nuove idee e alle nuove proposte con una competizione accesa fra 16 startup.

In complesso un grande impegno per cercar di capire e soddisfare esigenze e gusti dei turisti contemporanei, quelli che Skift aveva definito qualche anno fa silent traveler e oggi chiama supertraveler: persone che viaggiano alla ricerca di esperienze memorabili e lo fanno cercando un dialogo con chi offre prodotti e servizi e per questo dialogo utilizzano in maniera quasi esclusiva le tecnologie disponibili. Pronti ad adottare le ultime sofisticate proposte, ma molto esigenti e attenti quanto viene loro offerto.

Per tutti quelli che non ci sono stati, il sito di BTO ha il programma completo e pubblica molti degli interventi che si son visti a Firenze.