Quando turismo e business si uniscono

by Rosemarie Caglia

Da anni mi occupo di turismo d’affari (business travel) e spesso, nel settore da dove provengo, il termine turismo è sempre stato predominante rispetto al termine business.

Se si parla di viaggio d’affari, immediatamente l’attenzione viene rivolta al mezzo per raggiungere la destinazione, all’hotel per il pernottamento, ai trasferimenti per raggiungere il punto finale della trasferta o al massimo a qualche servizio accessorio per migliorare l’esperienza di viaggio.

È mai possibile che viaggiare per affari non rappresenti qualcosa in più?

Mi sono spesso domandata negli ultimi anni. Eppure è proprio in un viaggio d’affari che spesso si concretizzano i migliori business, si intensificano relazioni e si conoscono persone e anche nuovi potenziali clienti.

Perché un viaggio d’affari  ha un effetto estremamente positivo sull’economia di un’azienda ma anche sulla sua capacità di incrementare la produttività attraverso, ad esempio, le  nuove vendite, la fidelizzazione di clienti, la migliore collaborazione e cooperazione in azienda e con i partner, l’incremento del livello di soddisfazione, il networking e la condivisione delle idee.

Ecco che il viaggio d’affari è uno degli investimenti più intelligenti che una società dovrebbe fare, perché riesce con un processo controllato e monitorato, a spostare in alto la produttività aziendale.  Di questo ne avevano già accennato l’americana Bureau of Economic Analysis (BEA) e la Oxford Economics.

Tuttavia, sebbene grandi studi o ideologie abbiano iniziato a valutare i viaggi d’affari come elemento che contribuisce allo sviluppo di un’impresa, siamo ancora molto distanti nel comprendere i reali benefici  diretti e indiretti che un viaggio di lavoro produce e soprattutto come fare per ottenerli.
Facciamo l’esempio del nostro mercato, rappresentato da tante ed eccellenti piccole medie imprese: l’Italia ha un grande potenziale con il “Made in Italy”, ma non è però allo stesso passo di nazioni europee come Germania e Spagna che hanno, invece, saputo trovare nella leva dell’internazionalizzazione maggiori opportunità.  E questo non è solo giustificabile per cause di carattere culturale o organizzativo,  ma anche dai profondi limiti sulla capacità di prepararsi adeguatamente al viaggio come opportunità di fare migliori affari.

Ecco l’idea di sviluppare Travel for business: un punto di riferimento dei viaggiatori d’affari e di tanti professionisti che mette a disposizione informazioni aggiornate e soprattutto condivise da altri viaggiatori che conoscono le esigenze di chi si muove per lavoro e sanno cosa raccontare e “insegnare” agli altri.

Travel For Business: piu che un sito una community
La missione di Travel for business

La nostra missione è appunto quella di aiutare coloro che viaggiano per affari a far crescere i propri profitti aumentando il volume e la qualità del loro business. Un risultato ottenibile mettendo in contatto, con la nostra piattaforma social, i diversi professionisti che vogliono realizzare più business nel mondo.

Prima ci si conosce in rete, si condividono informazioni, si scambiano consigli e opportunità, infine si può anche decidere  se incontrarsi durante un viaggio di lavoro grazie alla specifica piattaforma informatica realizzata.
Travel for business è dunque informazione ma anche community. Uno spazio virtuale, multilingue, che diventa patrimonio di tutti.

Una visione nuova del viaggiare per affari

adatta a tutti i nuovi target del futuro, che possono unire la voglia di ricercare nuove vie per fare business in modo più efficace e accessibile. Perché Travel for business sarà il miglior network del futuro per realizzare gli affari in viaggio!

La versione Social Community del portale www.travelforbusiness.it  sarà lanciata in occasione di ENTER2017 Rome, e-Tourism and Digital Playground.